Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo

Aggiornamento: 23 apr 2020


Il disturbo ossessivo-compulsivo è caratterizzato dalla presenza di ossessioni e compulsioni. Le ossessioni sono definite come pensieri, impulsi, immagini ricorrenti e persistenti, vissute in maniera inappropriata o come intrusive, e per questo causa di intenso disagio. Tali pensieri non si configurano semplicemente come pensieri relativi alle normali preoccupazioni della vita. La persona che li sperimenta cerca in tutti i modi di sopprimerli o di ignorarli senza successo. Le compulsioni invece sono comportamenti ripetitivi o azioni mentali che la persona mette in atto con il tentativo di placare l'ansia suscitata da un pensiero ossessivo: ad esempio in risposta all'ossessione di contaminazione, che genera forte ansia e preoccupazione, la persona può mettere in atto in maniera compulsiva il comportamento di lavaggio delle mani. Le compulsioni e le azioni mentali compulsive hanno lo scopo di ridurre o prevenire alcune situazioni o eventi temuti. I pensieri ossessivi, tuttavia, sono esperienze abbastanza comuni per la maggior parte delle persone: essi sono abbastanza simili per contenuti sia nella forma patologica che in quella non patologica. Le ossessioni patologiche sono più difficilmente allontanabili, sono più frequenti e soprattutto causano un disagio clinicamente più significativo. Un aspetto distintivo nei soggetti con disturbo ossessivo-compulsivo è la scarsa tolleranza dell'incertezza e del dubbio che spinge il soggetto a mettere in atto veri e propri rituali in maniera ripetuta per scongiurare qualsiasi forma di dubbio.

Il trattamento cognitivo-comportamentale si è rivelato molto efficace nella riduzione di pensieri ossessivi e comportamenti compulsivi soprattutto attraverso tecniche di esposizione:

1) Desensibilizzazione sistematica, consistente nella presentazione di stimoli fobici (in vivo e in immaginazione) graduati dal meno al più ansiogeno, associata ad un intenso rilassamento del soggetto;

2) Esposizione graduata, consistente nella stessa procedura precedentemente descritta senza il ricorso al rilassamento;

3) Saturazione ovvero nella ripetizione coatta del pensiero ossessivo;

4) Prevenzione della risposta. che consiste nell'impedire al soggetto di mettere in atto i comportamenti ritualistici.

La terapia cognitivo-comportamentale agisce anche sugli schemi disfunzionali del sè che rendono la persona più vulnerabile.

Alcuni aspetti sono tratti distintivi dei soggetti con disturbo ossessivo-compulsivo e la terapia mira a intervenire sopratutto su di essi:

-eccessiva importanza attribuita al pensiero;

-necessità di controllo totale sui pensieri;

-senso eccessivo di responsabilità;

-intolleranza dell'ambiguità e dell'incertezza;

-perfezionismo.

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