Bambini in lutto



Una delle esperienze destinata a segnare profondamente la storia di vita di una persona è la perdita in età infantile di una figura genitoriale o di riferimento significativa. Il supporto, la consolazione e il sostegno forniti al bambino in questa particolare esperienza possono fare la differenza in termini di elaborazione del lutto. Da questo punto di vista l’EMDR si è rivelato un metodo terapeutico molto indicato nel trattamento del trauma e nel facilitare l’elaborazione di esperienze traumatiche come quella di un lutto.

La perdita di un genitore o di una figura significativa per un bambino rappresenta una minaccia alla sua sicurezza: il mondo in cui vive non è più quello che percepiva prima della sua perdita, ma si rivela pericoloso e fonte quindi di emozioni forti e contrastanti che lo portano a sentirsi confuso e spaventato. Parlare con un adulto, esprimere liberamente il dolore, aiuta il bambino a sistematizzare quello che sta vivendo come una normale reazione ad un’esperienza di lutto. Molto spesso gli adulti credono di voler proteggere il bambino nascondendo o omettendo dettagli sulla perdita, evitando di parlare di quella stessa perdita o soffocando in prima persona il proprio dolore per risparmiare al bambino altra sofferenza. In realtà condividere il dolore, parlarne e affrontarlo aiuta il bambino ad instaurare un rapporto di fiducia e di intimità che rappresenta per lui un importante strumento di difesa. Il bambino ha bisogno che gli venga raccontata la verità in modo delicato e amorevole, ma chiaro e diretto. Un bambino che vive un lutto ha bisogno di sapere che il mondo è ancora sicuro e che ci sarà ancora qualcuno che si prenderà cura di lui.

Così come accade per gli adulti anche per i bambini il modo di fronteggiare il dolore sarà diverso a seconda dell’età , del rapporto con la persona scomparsa ma soprattutto in base al modo in cui le persone care intorno a lui fronteggiano il proprio dolore.

Non c’è un modo per evitare il dolore del bambino, ma possiamo stargli vicino nella sofferenza. E’ importante comunicare con un linguaggio chiaro e diretto, anticipando che la notizia che sta per apprendere gli farà provare tanta tristezza, ma evitando espressioni poco chiare come è partito per un lungo viaggio o lo abbiamo perso.

E’ altresì fondamentale non escludere il bambino da qualsiasi rito commemorativo, ma chiedergli se vuole partecipare dopo avergli spiegato come si svolge quel rito. Nei giorni successivi il bambino potrebbe negare la realtà e manifestare irrequietezza o emozioni contrastanti. E’ importante che ci sia contatto e vicinanza con un adulto di riferimento in grado di accogliere il suo dolore, anche tornare alle routine può aumentare il senso di sicurezza e di fiducia percepita. I bambini possono manifestare reazioni emotive subito dopo un lutto o anche a distanza di diversi mesi.

Nei casi in cui il comportamento del bambino appare notevolmente cambiato per un periodo prolungato occorre consultare un professionista. Come affermano le autrici di “Tu non ci sei più e io mi sento giù”, anche i cuori feriti torneranno a sorridere.

Il testo è stato scritto da Anna Rita Verardo e Rita Russo, entrambe Psicologhe e Psicoterapeute, membri attivi dell’Associazione Nazionale EMDR Italia e rappresenta un valido aiuto ai genitori, insegnanti e operatori per parlare in modo chiaro ed efficace del lutto, con la finalità di facilitarne il processo di elaborazione.

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