L'ansia: la malattia che non esiste

Aggiornato il: 22 apr 2020

L'ansia come emozione adattiva e non come malattia da debellare.

L’ansia è un’emozione che ha rivestito un ruolo adattivo nella condizione umana di tutti i tempi. Eliminarla completamente risulta impossibile e non sarebbe, peraltro, neanche auspicabile. L’ansia è un’emozione adattiva che ci aiuta ad attivarci dinnanzi ad un pericolo. E per molto tempo lo ha fatto anche per i nostri antenati.

L’obiettivo di qualunque intervento psicologico e psicoterapico è dunque quello di aiutarci a gestire l’ansia e non quello di eliminarla. Sarebbe impossibile e anche non auspicabile.

Un episodio ansiogeno è caratterizzato da una percezione soggettiva di allarme, paura e terrore.

Vediamo nello specifico cosa succede dentro di noi.

Stress e attacchi di panico

La società in cui viviamo ci impone un tipo di vita frenetico e richiedente sottoponendoci ogni giorno a continue pressioni che ci caricano fisicamente ed emotivamente innalzando il nostro livello di stress.

Tutto questo ha un impatto sul nostro stile di vita non sempre salutare che predispone l’organismo ad una maggiore vulnerabilità all’ansia.

L’alimentazione squilibrata, l’assunzione di sostanze eccitanti come droghe, alcool e caffeina, il tempo trascorso in auto per raggiungere il posto di lavoro, gli eventi traumatici, la vita quotidiana e, soprattutto, la qualità del sonno non sempre positiva ma spesso disturbata, incidono in modo significativo sui sintomi ansiosi.

Tutti noi nasciamo con un livello di ansia basale che si innalza quando aumenta il livello dello stress fino a raggiungere una soglia, oltre la quale, può verificarsi un attacco di panico.

L’innalzamento dello stress contribuisce ad innalzare il livello di ansia percepito.

Come si manifesta

L’ansia si manifesta con :

sintomi fisiologici (aumento del battito cardiaco, vertigini, sudorazione, nausea, debolezza, formicolio, sensazione di soffocamento, tensione muscolare, respiro affannoso)

sintomi cognitivi (paura di perdere il controllo, paura di morire, paura di impazzire, paura del giudizio negativo altrui, confusione, scarsa concentrazione, pensieri e immagini spaventose, difficoltà di ragionamento)

sintomi comportamentali (la fuga, l’evitamento di determinate situazioni, la ricerca di rassicurazioni, l’agitazione, la difficoltà a parlare e l’ iperventilazione)

sintomi emotivi (nervosismo, irritazione, frustrazione, impazienza)

Ricorda che quando sei in iperventilazione (cioè respiri in modo più veloce e affannoso e con più intensità del necessario) il tuo cervello riceve più ossigeno come durante una normale corsa. Le vertigini e la sensazione di stordimento sono provocate dalla velocità del tuo respiro.

Attraverso le tecniche di stabilizzazione del respiro, imparerai a regolarne il ritmo.


LA TERAPIA COGNITIVO-COMPORTAMENTALE

Non sono gli eventi a provocare quello che sentiamo, ma il modo in cui li vediamo e li gestiamo.

Il pensiero, infatti, influenza continuamente le nostre reazioni corporee.

Il pensiero del proprio cibo preferito può far venire l’acquolina in bocca, la visione di un film dell’orrore può accelerare il battito cardiaco, il pensiero di poter avere un attacco di panico induce uno stato di allerta in grado di facilitare la comparsa di ulteriori reazioni ansiose.

I pensieri negativi che intrappolano la mente come un circolo vizioso, andranno a determinare gli effetti sul nostro corpo.

Attraverso la terapia cognitivo-comportamentale puoi imparare a correggere le tue interpretazioni erronee del pericolo, a mettere in atto le risorse personali per fronteggiarlo e ad usare efficacemente le nuove strategie apprese.

Se la tua ansia sta interferendo con le normali attività di routine, è ora di prenderti cura di te!

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