Cos'è la mindfulness

Aggiornato il: 23 apr 2020


Nell'ultimo periodo gli interventi psicologici basati sulla mindfulness hanno attirato sempre più interesse, al punto da definire la pratica mindfulness come la più popolare tecnica psicoterapica dell'ultimo decennio. La meditazione mindfulness trae spunto dalla tradizione buddhista, anche se nel contesto occidentale sono state introdotte forme laiche di meditazione. Recenti progressi nelle tecnologie di imaging hanno dimostrato come la pratica mindfulness produca cambiamenti nella struttura e nelle funzioni cerebrali, provocando benefici a livello cognitivo ed emozionale. La pratica mindfulness si basa sul porre attenzione in un modo particolare: non c'è da stupirsi quindi come una pratica ripetuta e costante sia in grado di apportare cambiamenti in positivo nella capacità di attenzione, strettamente collegata con la capacità della memoria di lavoro.

John Kabat-Zinn ha definito la mindfulness come "l'attenzione che la persona rivolge intenzionalmente a ciò che avviene nel momento presente in maniera non giudicante o accettante".

Da questo punto di vista il decentramento, ovvero la capacità di guardare ai propri pensieri in maniera non giudicante come ad eventi transitori che non necessariamente corrispondono alla realtà, rappresenta un'importante abilità mindfulness.

Numerosi studi hanno dimostrato come la pratica mindfulness sia in grado di apportare un significativo miglioramento nella qualità della vita in numerose condizioni mediche come dolore cronico, diabete, epilessia, tabagismo, acufene e obesità.

Un aspetto molto importante su cui gli interventi mindfulness-based hanno un impatto significativo è sicuramente la regolazione emotiva.

Non possiamo certamente impedirci di provare certe emozioni oppure sopprimerle, ma possiamo certamente imparare a gestirle, a regolarle in maniera funzionale attraverso una serie di importanti abilità emozionali:

1) Consapevolezza, accettazione e comprensione delle emozioni;

2) Capacità di inibire risposte impulsive generate da emozioni negative;

3) Utilizzo di strategie in grado di modulare la durata e l'intensità delle emozioni;

4) Disponibilità ad accogliere e percepire anche le emozioni negative.

Da questo punto di vista la mindfulness si è rivelata un'alleata preziosa.

Imparare a vivere nel momento presente e ad un utilizzare il nostro respiro come ancora al qui e ora ci aiuta a prendere le distanze dalle preoccupazioni per il futuro e dalle ruminazioni sul passato.


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